
ChatGPT si prepara a diventare un ambiente in cui non solo fare domande all’intelligenza artificiale, ma anche usare strumenti e servizi direttamente durante una conversazione. Le novità presentate da OpenAI al DevDay puntano proprio in questa direzione: i plugin potranno offrire esperienze più complete, simili a quelle di vere applicazioni.
Già oggi i plugin permettono di collegare ChatGPT a servizi come Slack, SharePoint, Airtable e Google Drive, oltre a strumenti realizzati dagli sviluppatori. Con le nuove estensioni, però, non si limiteranno a recuperare o elaborare informazioni. Potranno avere uno spazio dedicato nella barra laterale e mostrare pannelli interattivi con cui l’utente potrà lavorare senza uscire dalla chat. Sono previsti anche visualizzatori per i formati di file supportati dai servizi collegati.
OpenAI vuole inoltre rendere più semplice realizzare e distribuire questi strumenti. Plugin Creator aiuterà gli sviluppatori nella creazione, mentre un nuovo processo di pubblicazione e un sistema di classificazione aggiornato dovrebbero facilitare la ricerca dei plugin e i suggerimenti pertinenti durante le conversazioni.
Un altro aspetto centrale riguarda i permessi. Gli utenti potranno approvare singolarmente gli accessi richiesti dai plugin, così da controllare quali dati possono usare. Gli strumenti potranno inoltre essere integrati nei ChatGPT Sites: per esempio, un’applicazione condivisa con i colleghi potrà essere utilizzata da ciascuno con i propri dati e le proprie autorizzazioni.
Tra le novità ci sono anche le automazioni basate sugli eventi, attraverso il supporto alla proposta MCP Events. In questo modo, un evento generato da un’app collegata potrà avviare automaticamente un’azione in ChatGPT.
Secondo quanto annunciato, da dicembre 2026 i plugin sostituiranno i GPT. Il cambiamento accompagnerebbe una trasformazione più ampia: ChatGPT si avvicina a una piattaforma per usare applicazioni e automatizzare attività, con strumenti che diventano parte integrante della conversazione.